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Dalla prima piccola aerostazione civile, inaugurata nel maggio del 1937, al nuovo imponente airterminal aperto da pochi mesi, l’opera ripercorre le vicende dell’aeronautica commerciale nazionale, illustrando gli straordinari progressi che le comunicazioni aeree hanno registrato in poco più di 75 anni (il primo collegamento con idrovolanti S55 tra Cagliari e Roma è dell’aprile 1928). Sono i numeri a dare conferma di queste straordinarie performance: gli 878 passeggeri transitati ad Elmas nel 1928 sono divenuti 7.685 dieci anni dopo e, ancora, 28.260 nel 1948, 735.375 nel 1978, 1.172.091 nel 1988 per giungere agli oltre 2.300,000 dell’anno passato. C’è anche la storia delle aerostazioni. La prima, si è appena detto, risale al 1937 e fu progettata dall’architetto ferrarese Giorgio Gandini ed edificata nei pressi della banchina dell’idroscalo; occorrerà attendere vent’anni per assistere all’inaugurazione della seconda (il 26 marzo del 1958). Destinata al traffico dei velivoli terrestri, fu progettata dal generale Tullio Ibba e realizzata anch’essa dal Genio Aeronautico. Il grande incremento di traffico e la nuova organizzazione operativa dell’aviazione civile (passata dalle competenze del ministero della difesa a quello dei trasporti) saranno gli input per l’edificazione di un nuovo terminal passeggeri, più adeguato alle esigenze del pubblico. Progettato dall’architetto sassarese Giovanni Marras il nuovo edificio verrà aperto al pubblico il 14 luglio del 1980, manifestando fin dall’inizio la sua incapacità “fisica” a sostenere i nuovi imponenti volumi di traffico, anche per le modificazioni intervenute nei mezzi aerei (con velivoli che avrebbero visto triplicate le capacità di carico) e nei sistemi di sicurezza dei voli. Il nuovo terminal entrato in funzione nel giugno del 2003 è stato immaginato e progettato con uno sguardo verso il futuro (per un traffico di 4,5 milioni di passeggeri), ed attrezzato per soddisfare le esigenze dei viaggiatori e degli aerei del terzo millennio, oltre che in linea con quelle prospettive di sviluppo di una città come Cagliari, proiettata a divenire una delle grandi capitali europee del Mediterraneo. |
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