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Una nave in aeroporto? I bronzetti alti un metro e 80? I costumi belli di Ollolai, di Sorgono, di Desulo, di Orgosolo dietro il banco dei check in?
Dodici nuraghes del Sinis, ritratti dal cielo con il parapendio, ancora imprigionati nel fango? Il gemellaggio - grazie alle foto aeree - di Barumini con la necropoli etrusca di Cerveteri? Tyrsenoi noi, Tyrsenoi loro appena di là dal mare, il millennio successivo...
Strana mostra, davvero, questa al Mameli di Elmas...Ce lo siamo detti fin dall'inizio: non è certo una mostra fatta per i Sardi questa nostra "ATLANTIKA'/Sardegna, Isola Mito".
Loro - noi... - tanto già lo sanno. Lo si sa da sempre che l'isola è stata grande, grandissima: era una Manhattan del II millennio avanti Cristo, con le sue decine di migliaia di torri-grattacielo che facevano fantasticare l'intero Mediterraneo, per
quant'erano belle e possenti e audaci. E i Sardi, ormai, sanno anche che persino i Greci del I millennio, se la sognavano così questa loro terra: per loro era l'Isola dei Beati & dei Portenti, spersa, ormai lontana lontana, nel Mare del Tramonto, al di là delle prime Colonne d'Ercole che - come una Cortina di Ferro - segnavano al Canale di Sicilia la Frontiera tra mondo ellenico e impero marittimo fenicio-punico.
Eh sì, quel che non tutti sanno, infatti, è proprio questo: che di Colonne d'Ercole nell'antichità ce ne sono state altre, ben prima di quelle che conosciamo noi, piantate ben salde, ma "recenti", dove ormai ce le immaginiamo tutti, tra Calbe e Abila, a piantonare da "soli" 22 secoli lo Stretto di Gibilterra.
Le vere Colonne d'Ercole - quelle originali, quelle di cui ci parla per primo il poeta Pindaro, all'inizio del V secolo a.C. - erano lì, al Canale di Sicilia, dove Omero mette tutti i suoi mostri; dove i Greci non osavano; dove tutti i testimoni più antichi ci parlano di bassi fondali assassini e senza vento; dove l'Etna - quando fa il matto - erutta fuoco e sparge terrore; dove ancora oggi centinaia di disperati si giocano la vita nel sogno di arrivare da noi, nel "Paradiso dei Ricchi".
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